Alla fine del film esco, fuori è già sera, una serata bellissima; m'incammino verso casa, attraversando il centro fatto di sole vie pedonali, vado a passo con il fiume, alla mia destra ci sono i ponti, alla mia sinistra deliziose casine illuminate. Guardo il cielo, che sembra ingrandirsi oggi, avvolgendo tutto quanto: m’impressionano queste nubi di un blu cupo e intenso, che si stagliano lasciando intravedere il cielo che si fa man mano sempre più sereno. Cammino lentamente, anche se non sono solita farlo, ma quest’atmosfera è così impressionante che voglio catturare queste scene e inciderle nella memoria, per quanto possibile. (Possibile che non mi renda conto di dove vivo, della bellezza incantevole di questa città? Ho sempre gli occhi bendati dai miei sciocchi pensieri?) Ogni tanto mi fermo e mi guardo intorno, non riuscendo a nascondere la meraviglia. Passo accanto a una caffetteria piuttosto cara, mi fermo e mi prendo una pallina di gelato artigianale, con i ferrero rocher sbriciolati dentro e le nocciole intere. Cerco di assorbire quei momenti così intensi… mi sento benissimo, piena di vita, e per qualche minuto mi sento una stupida a farmi così tanti problemi. Posso davvero fregarmene del cibo, sono capace di dimenticare tutto e mangiare come una persona normale. Poi arrivo fino alla casa dello studente dove abito. Sono riluttante a entrare, vorrei vagare ancora, incantarmi per ore davanti a quel cielo così incredibilmente coinvolgente e lasciarmi trasportare… Invece no, m’impongo di entrare, perché so di dover studiare e mandare quel lavoro fino a domani. Apro la porta, faccio le scale cercando di stringermi addosso le emozioni provate prima, resistono fino al corridoio, ma poi piano piano si affievoliscono. Entro nella mia stanza, c’è la mia coinquilina, mi siedo dietro al computer, comincio a leggere notizie stupide, mi alzo e non so nemmeno perché, ma vado a prepararmi da mangiare, pur non essendo affamata. Preparo il tofu con i champignons crudi e pomodorini. Mangio a malavoglia, sentendomi in colpa già al primo boccone. A pasto finito, mi sento già bella gonfia. E penso: “Ben ti sta, ingorda.” Poi viene il ragazzo della mia coinquilina e la sua amica, e ora sono tutti qua, a parlare allegramente, e io che avevo intenzione di studiare sto delirando silenziosamente, rimpiangendo sempre più di non essere rimasta fuori, passeggiando senza meta e aspettando che tutti si addormentassero, a guardare quel cielo che mi prometteva quella pace che tanto bramo.

Victoria
Questo ti ha fatto comprendere, che è necessario ascoltarsi per essere felici ed entrando in casa hai smesso di farlo e prova ne è stato il cibo senza fame, ma questi momenti servono per capire che ci possiamo fidare di noi stesse...
RispondiElimina*Ti sono vicina*
Rimetti il giubbotto, scendi le scale e torna ad assaporare quella libertà. Come dice Thana, devi ascoltare te stessa per trovare la felicità, e se questo significa stare fuori casa per tutta la notte, beh, fallo! Torna ad essere felice piccola mia, a goderti il tofu e il gelato senza preoccupazioni e sensi di colpa,perchè non ne vale veramente la pena. ti abbraccio!
RispondiEliminaAnche un attimo solo di gioia può fare la differenza, oggi l'hai avuto, domani tornerà. Non darti mai per spacciata.
RispondiEliminaUn bacione,
B.
dovresti uscire di nuovo.. ora forse è troppo tardi.. ma la prossima volta che ti gira il cazzo, esci e fottitene del resto...
RispondiEliminati stringo
ciao..grazie per il commento che mi hai lasciato =) questo post rispecchia quello che provo io oggi..vorrei rimettermi il giubotto e paseggiare qua e la assaporando la libertà nell'aria, ma fra pò arriverà l'acqua alta-.- ma dobbiamo vivere di più di queste piccole gioie. :*
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