mercoledì 30 novembre 2011


Che casino! Esattamente una settimana fa ho bevuto troppo e mi sono ritrovata a vomitare tutta la notte. Il giorno dopo stavo ancora malissimo ma mi sono costretta ad andare all'università. Che sbaglio è stato, non avete idea! Me ne stavo seduta a fissare il nulla davanti a me, perfettamente immobile, concentrando tutte le mie forze nel pensiero "non vomitare". Pallida, sudori freddi... non potevo nemmeno guardare lo schermo o fare appunti. Poi, a venti minuti dalla fine, mi alzo, esco e corro in bagno a vomitare! Poi torno a casa e vomito ancora :-) Dio, ma è possibile stare così male solo per via dell'alcool? Il mio ragazzo dice che siccome ho cambiato le mie abitudini alimentari, forse è cambiato qualcosa anche nel mio stomaco, nel senso che è più sensibile... possibile?

Bene, dopo quei due giorni distruttivi in cui non ho mangiato nulla, c'era il compleanno del mio ragazzo. Siamo andati a mangiare in ristorante e io ho brindato con acqua naturale perchè il vino non lo posso più vedere :-/ Lui ha dormito da me (dormito si fa per dire...quando dormiamo insieme non dormiamo mai) e il giorno dopo mi sono ritrovata con un mal di gola tremendo. La sera avevo già la febbre alta, tosse e raffreddore.

Adesso sono passati quattro giorni e io sono ancora ammalata. Eppure una parte di me ne è felice. Perchè non mi va il cibo. Perchè così dimagrirò.

Beh il casino comunque non è tutto qui... ci sono altre cose. Io che non studio, per esempio. Pur avendo il mio primo esame lunedì. Ma che mi ha preso??? Sono matta?

E poi c'è il casino che ho dentro. Un pensiero che si fa sempre più ossessivo. Smettere di vivere. E non per depressione, disperazione o nonsocosa. Ma per paura. Io ho il terrore di vivere. Agli occhi di tutti sono una combattente, ma in realtà sono fragile e non ho le palle per combattere. Stringo i denti per andare avanti, questo sì, ma dentro di me spero che tutto finisca presto, e mi ripeto "dai, ancora un pochino, presto sarà tutto finito"... dov'è la gioia di vivere che pensavo di avere? Se sono proprio sincera, sento che la vita non fa per me. Non mi piace. E io non piaccio a lei.

Poi sono piena di paranoie, di paure... Ho una costante paura del futuro. Tutto mi sembra così difficile, così faticoso, così impossibile... Vorrei sparire. Vorrei non essere circondata da persone che si aspettano qualcosa da me.

Perchè non siamo fatti come delle macchine, dov'è il nostro tasto "OFF"? Vorrei tanto averlo, per spegnermi nei giorni in cui non voglio vivere.

Una piccola alternativa c'è, ed è quella di rintanarsi in un posto sicuro e mandare affanculo tutto e tutti per almeno un giorno. Per fermarsi un po', riflettere, riposare, stare in solitudine (che poi solitudine non è, se si sta con sé stessi). Ma ho l'impressione che la società non ce lo permetta. Non c'è tempo, non c'è tempo! Devi solo andare avanti, come un treno, mai fermarsi, anche quando ti trascini appena...

venerdì 18 novembre 2011


Studiare, camminare fino all'università, fitness, fare amicizie, ascoltare musica, aspettare con ansia che il mio ragazzo venga a trovarmi, contare le calorie e annotare tutto ciò che mangio e, piano piano, cambiare le mie abitudini alimentari. Già, questo è un pezzetto della mia vita.
Sto diventando fruttariana, o crudista, ancora non ho deciso. Per ora mi sto abituando ad uno stile di vita vegan, e va piuttosto bene. Almeno uno dei pasti principali lo faccio con sola frutta. Dio mio, quanto riempie! Sto mangiando ancora tanto in fatto di calorie, ma mangiando sempre più frutta diminuiranno.
Intanto eccovi qui un link ( http://spaz.ca/cronometer ) per scaricare un programma che ogni giorno calcola le calorie ingerite (e consumate con lo sport). Io l'ho trovato molto utile e lo uso regolarmente da tre settimane. Chi sa un minimo d'inglese non avrà problemi. Spero di esservi stata utile!
Penso spesso a voi tutte e alle vostre vite. Cosa darei per incontrarvi un giorno...

mercoledì 9 novembre 2011

Transizione


Questa settimana è cominciata la mia dieta di transizione verso il fruttarismo... è dura e non sono convinta se ce la farò, ma mi serve un cambiamento radicale. Io ci provo.
Intanto il resto della mia vita prosegue tra dolore, sensi di colpa, nostalgia, odio verso il mio corpo e qualche momento di luce che mi permette di sopravvivere. Oramai mi sto rendendo sempre più conto che sono le piccole cose a mantenermi in vita. Un sorriso, un certo sguardo, un bacio, un raggio di sole, i ricordi, le foglie morte che colorano il terreno, la musica, l'aspettare qualcosa...
Sono scissa in tutti i modi in cui si può esserlo, in questo periodo. Nelle piccole e nelle grandi scelte. Ma lo considero un dispiacere necessario: solo così si può veramente fare ordine nella propria vita. Sarà anche difficile, ma è meglio scegliere, tentare e rischiare che vivere appollaiati sulle proprie "sicurezze"... si diventa passivi e apatici. Così, questo è per me un periodo di riflessione e sto veramente mettendo in discussione molti aspetti della mia vita. Sono felice perchè almeno per alcuni ho già trovato delle risposte. Questo non mi fa sentire completamente sradicata.

P.S. la foto che ho postato potrebbe benissimo essere stata scattata da me. Ho le cicatrici dei tagli (vecchie 6 anni ormai) esattamente nello stesso posto, sullo stesso avambraccio.

venerdì 4 novembre 2011


Voglio diventare fruttariana.
E smetterla di odiarmi.
E smetterla di abbuffarmi, di farmi male.
I momenti in cui vorrei cessare di vivere si stanno facendo sempre più frequenti. Uniche cose che mi salvano sono la musica, alcune scene di un film e un po' di amore.

mercoledì 26 ottobre 2011


Digiunare un giorno intero, per togliersi di dosso lo sporco che si è annidato in me. Me lo sento sulla pelle. Ore sotto la doccia, ma non va via. Vorrei uccidermi per ciò che ho fatto. Vorrei tagliarmi, ma ho promesso di non farlo, altrimenti una persona importante non mi parla più.
Mi sento bene così, leggera, vuota. Avevo già dimenticato le sensazioni che si provano digiunando. Fa stare bene.
Il cibo proprio non mi va, il solo pensiero mi fa vomitare.
Domani magari mi prendo solo un paio di succhi di frutta (puri, senza zuccheri). Se non mi va, continuo così. Questo è un digiuno non pianificato... me lo ha imposto la situazione schifosa che sto vivendo. Me lo ha ordinato la sporcizia che mi sento dentro.

Passando ad argomenti più allegri: ieri primo allenamento di fitness. L'ho scelto come materia facoltativa e ci devo andare una volta alla settimana, alla fine c'è anche l'esame. Mi è piaciuto molto! Specialmente all'inizio mi vergognavo, mi vedevo grassa e gli specchi ovunque erano un incubo! Poi però non è andata così male... ho insegnato ad un paio di ragazze come usare dei macchinari, e ho ricevuto dei complimenti da parte dell'istruttore, che ha apprezzato la mia muscolatura ben definita ed è rimasto di stucco quando gli ho detto che non vado in palestra! :)

Tutto il resto, ciò che è accaduto ieri sera e stanotte, vorrei dimenticarlo. Vorrei fosse solo un brutto sogno. Vorrei ritagliare fuori dalla mia vita questa parte orrenda. Vorrei rimuoverla completamente, come se non fosse mai successo. Si può? Forse sì. Ma la sporcizia rimane appiccicata all'intero della mia cassa toracica. La sento, preme e occupa tutto lo spazio a disposizione. E stringe nel petto, e mi sento soffocare.

venerdì 21 ottobre 2011


Incasinata. Ho un groviglio di pensieri ed emozioni che mi si attorcigliano addosso e mi soffocano. Non so come allentare la presa. Il fatto è che non sono più convinta di nulla. Ad un tratto ho conosciuto una persona con la quale mi sento benissimo. Uno che mi sa aiutare. Uno che mi può capire. Uno che mi accetta così come sono. Uno che ci tiene a me. Uno che mi sostiene. Uno con cui ho capito che posso uscirne. Uno che può amarmi. E mi piace. Ed è successo tutto così all'improvviso. Ci siamo guardati negli occhi per più di mezz'ora, stando più o meno in silenzio. Poi abbiamo cominciato a parlare, e non ho avuto nessuna difficoltà a dirgli TUTTO, la mia vita, i miei problemi. Tutto quello che nessuno sa, tranne due persone su tutto questo fottuto pianeta. Mi è uscito tutto come se fosse completamente naturale. Ma la cosa che mi ha scosso di più è stata che ho capito che con lui sarei stata capace di uscirne. Di migliorare la mia vita. Di essere finalmente felice.
Mi ha fatto riflettere sul mio ragazzo, sul rapporto che ho con lui. Stiamo insieme da quasi 5 anni e per molti aspetti siamo rimasti al punto di partenza, nel senso che siamo ancora invischiati nei nostri problemi. Ci sosteniamo a vicenda, sì, ma purtroppo non ci smuoviamo. Lui non ha speranza. Questo è il suo problema. Non ne ha per sé, figurarsi per me o per noi due. Per questo a volte ho l'impressione che la depressione non ci abbandonerà mai. Perchè assecondiamo l'un l'altra, invece di aiutarci veramente. Possiamo capirci e tutto, ma forse per certi versi siamo TROPPO simili. Non lo so. Ho un casino enorme nella mia testa. Non so che fare. E ciò che ho scritto qui è solo un pezzetto della confusione che c'è in me. Solo una briciola.

lunedì 17 ottobre 2011


Farsi del male con il cibo. La forma di autolesionismo più utilizzata, oramai. Vorrei tanto liberarmene. Ci riuscirò? Dipende solo da me. Come sempre, ho il mio piano e tanta voglia di metterlo in atto. Ma perchè poi non ci riesco mai? Perchè sono un continuo fallimento? Perchè il mio armadio è pieno di vestiti che non posso indossare? Perchè tutte le donne attorno a me sembrano più magre e belle? Perchè tutta questa vergogna?
Quello che il cibo dà non è paragonabile a ciò che toglie. Io voglio amarmi, voglio la mia autostima, voglio rispetto, voglio la magrezza, la leggerezza.